Francesco Binfaré

Via Panfilo Castaldi, 28
Code postal 20124
Milan, Lombardie, Italie
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Nasce e vive a Milano. Trascorre la primissima infanzia, durante la guerra, in un piccolo abitato fra le montagne della Valtellina dove il contatto con la natura lo apre alla contemplazione e all’arte.

Impara dal padre il disegno e la pittura.

Nel 1960 incontra Cesare Cassina che per primo gli offre l’opportunità di esercitare l’arte nell’ambito industriale.

Dal 1967 al 1980 lavora a un ciclo di disegni che costituirà la fonte analogica più importante della sua ricerca e in cui alcuni capitoli, come Il gigante e l’ombra o La colpa e l’architettura,
incentrati sull’archetipo dell’architettura come matrice, testimoniano come già prefigurasse quelli che sarebbero stati i temi nodali del postmodernismo (Les Villages 1997, Objets-types et archétipes, Hazan Editions).

Dal 1969 al 1976, dirige il Centro Cesare Cassina, laboratorio per la ricerca sul design, sponsorizzato da Cassina e da C&B Italia (oggi B&B Italia) fino al 1972, e da Cassina fino al 1976.
Al Centro Ricerche Cassina inizia a trasferire i processi della pratica artistica nella ricerca del design: indaga metodi inediti per facilitare la creatività individuale e collettiva e coinvolge architetti e designer nella creazione di prodotti destinati a divenire pezzi storici del design italiano: Maralunga di Vico Magistretti, Up 5 e Sit Down di Gaetano Pesce, Bambole di Mario Bellini, AeO di Archizoom.
Coordina la realizzazione di progetti per la mostra “New Domestic Landscape” al Moma di New York (1972). Realizza viaggi di ricerca in India, Stati Uniti, Giappone (1970-1973). Promuove iniziative sperimentali come Braccio di ferro con Gaetano Pesce e Alessandro Mendini (1973) per l’edizione di modelli d’avanguardia, e Environmedia con Mario Bellini e Pierpaolo Saporito (1974) per l’impiego di media interattivi nella prassi del progetto.

Nel 1980 costituisce un proprio Centro Design e Comunicazione per la ricerca e la promozione di progetti, alcuni dei quali realizzati per Cassina, tra cui Cab di Mario Bellini, Wink di Toshiyuki Kita, Tramonto a New York di Gaetano Pesce.
Progetta gli allestimenti per il lancio dei nuovi prodotti e inventa quello che più tardi nel gergo progettuale verrà definito concept dell’evento, dando allo spazio progettato un tema e un titolo autonomi.

Tra i più interessanti: il ciclo decennale di istallazioni per Cassina (da “Il Ponte” del 1977 a “Spazio Storico, Razionale, Cosmico” del 1987), I fiori crescono sulle rovine (1978), Design, autoritratto con padre e architettura (Triennale 1979 ), Il confine (1980), Il tempo dell’acqua o dei bagnanti dopo Marx (1982), L’isola dei fiori del vento (1984), New Adam and Eve (Venini 1985).

Partecipa alla mostra itinerante sul futuro della tecnologia con “Il mostro e la tela” per Mondo Materialis del 1988 e con il progetto “La permanenza ” alla Triennale di Milano nel 1992.
La mostra “La mia mano destra” del 1996 alla Galleria Milano segna l’incontro fecondo con Pierre Restany e la sua appassionata intelligenza critica.

Nel 1992, mentre sta terminando i grandi dipinti “Tracce emozionali domestiche”, viene chiamato da Massimo Morozzi a progettare per Edra. L’incontro con Massimo Morozzi e Valerio Mazzei segna l’inizio di una stagione singolare ed affascinante con l’invenzione e il disegno di grandi divani come L’homme et la femme, Flap, On the Rocks, progetti in cui sintetizza, nell’idea e nella forma, con un linguaggio essenziale e comunicativo, la precisione semantica, il gusto della performance, l’intenzione interattiva, la curiosità e l’interesse per il comportamento umano.
Preferisce il progetto degli oggetti d’arredo e in particolare dei divani perché interpellano l’Altro, lo Spazio e la Comunicazione, che sono gli ambiti di lavoro che più ama e che più di altri rispondono agli interrogativi del comportamento e della relazione.

La collezione Annett per Magis e i divani Sofa, Brenno e Standard (quest’ultimo del 2013), per Edra, sono il risultato di un nuovo periodo espressivo in cui la qualità e il significante si misurano con le istanze di un mercato di fascia più diffusa. Sfatto e Tronco, due prodotti recenti, sempre per Edra, rappresentano in modo sinergico l’attualità e sono il risultato di un lavoro di ricerca espressiva sul tema del Tempo e della Memoria: un lavoro che corre nel solco della necessaria riappacificazione tra la modernità e la storia.